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VIRALI 18 GENNAIO 2021

Torino, i 'fantasmi' delle palestre in piazza: "Siamo delusi perché invisibili"

A Torino scendono in piazza i fantasmi delle palestre per protestare contro la chiusura delle proprie attività che al momento si preannuncia a tempo indeterminato. “Siamo delusi perché siamo invisibili”, hanno dichiarato ai microfoni di Ansa. 

Chi sono i fantasmi in piazza a Torino

Circa 200 persone sono scese in piazza a Torino il 18 dicembre per protestare contro la scelta del Governo di chiudere le palestre. Sono vestiti con dei lenzuoli bianchi e si muovono come fantasmi al suono spettrale di un gong: si tratta degli operatori di fitness che si sentono dimenticati dallo stato e dalla loro città. “Siamo qui per dimostrare che il nostro è diventato un settore fantasma”, spiega uno dei partecipanti col capo coperto. “Siamo stati chiusi nel 2020 per 5 mesi con costi e spese fisse che sono sulle spalle nostre, senza avere di fatto avuto un sostegno importante. Abbiamo avuto più o meno il 4% di copertura del fatturato. Per un settore che fattura 2 miliardi e 700 milioni di euro e conta 120mila addetti in Italia…”. Secondo le ultime stime, circa il 40% di palestre in Italia non avrà i mezzi per riaprire finita la pandemia. 

 

Perché gli operatori dello sport scendono in piazza

Il motivo per cui questi “fantasmi” sono scesi in piazza appare chiaro. “Non siamo quello che probabilmente è stato percepito da parte del Governo come qualcosa di superfluo. Noi siamo fondamentali nel momento in cui la pandemia va a colpire le persone delle fasce più deboli, che noi seguivamo quotidianamente, portandole ad uno stato di benessere che adesso non hanno più e anzi, sono state lasciate a loro stesse”. Le palestre, che contano circa 6 milioni di utenti in tutta Italia, secondo stime del settore, rischiano davvero di chiudere e danneggiare così non solo l’economia del paese, ma anche la salute fisica dei suoi iscritti. “C’è davvero da suonare a morte”, hanno commentato i manifestanti leggendo con tono lugubre le ragioni della loro protesta. Nel frattempo, delle delegazioni degli operatori del fitness sono stati ricevuti dal governatore Alberto Cirio, dall’assessore allo Sport della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, e dal prefetto Claudio Palomba.

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