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VIAGGI 28 SETTEMBRE 2020

Torri del Vajolet, come arrivare e cosa fare

Per gli amanti della montagna, nel nostro Paese, ci sono moltissimi luoghi da scegliere per un’escursione. Una delle mete più ambite si trova in Trentino-Alto Adige; andiamo insieme alla scoperta delle Torri del Vajolet.

 

 

Le Torri del Vajolet sono così chiamate perché ricordano proprio delle torri; 7 picchi rocciosi, che si innalzano oltre i 2000 metri all’interno delle Dolomiti, regalando uno spettacolo magico e suggestivo.
Ogni torre ha un nome: Piaz, Delago, Stabeler, Winkler, Nord, Principale ed Est.
Raggiungerle è molto semplice: da Trento si imbocca la statale verso Bolzano. Si arriva così in Val di Fiemme e, successivamente, in Val di Fassa. Da Castello di Fiemme si procede, poi, verso Predazzo, seguendo la statale 48 fino a Pera di Fassa. Si giunge in questo modo alla Valle di Vajolet, da dove, lasciata l’auto, può cominciare la salita a piedi.

 

 

 

Se pensate che le Torri siano riservate agli adulti state sbagliando: alcuni percorsi sono adatti anche ai più piccoli. La passeggiata più bella è quello che si snoda nella conca di Pozza di Fassa. Qui, attraverso boschi e sentieri scoscesi, si può ammirare lo spettacolo mozzafiato della natura incontaminata. Per gli amanti dell’arrampicata, invece, le scalate più gettonate sono 3: Torre Delago Torre Winkler e Torre Stabeler, l’ultima in particolare, chiamata anche via normale, perfetta per i principianti.

 

 

 

E a proposito di rifugi ecco 3 da non perdere:
Rifugio Re Alberto I si trova al confine con la Val di Fassa, in una bellissima conca nel cuore delle Dolomiti. Il clima che si respira è familiare, con camere ristrutturate da poco in perfetto stile alpino.
Rifugio Gardeccia si trova alla fine di una suggestiva passeggiata in piano, attraverso boschi e pascoli. È un percorso adatto anche ai bambini, che potranno incontrare a distanza ravvicinata mucche, scoiattoli e animali del sottobosco.
Rifugio Ciampedie si trova a 2.000 metri d’altezza ed offre una bellissima vista delle principali vette. Non a caso, il nome, in lingua ladina, significa “Campo di Dio”.

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