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SALUTE 26 NOVEMBRE 2020

Tripofobia, ecco la paura dei buchi

Guardando un baccello di fior di loto, un alveare o i fori di una spugna avvertite uno strano malessere? Potreste essere affetti da tripofobia.

 

 

 

Chi soffre di questo disturbo alquanto particolare non sopporta la visione di pattern ripetitivi formati da fori profondi e ravvicinati. Sebbene non sia ufficialmente riconosciuta dalla medicina come fobia, si tratta di un disturbo piuttosto comune, che può produrre una vera e propria sintomatologia: pelle d’oca, prurito, ansia, agitazione, persino vomito ed attacchi di panico.

 

 

 

Le cause della tripofobia non sono note; secondo uno studio del 2011, alla base potrebbe esserci l’associazione inconscia fra i buchi ed alcune malattie contagiose che causano eruzioni cutanee. Altra ipotesi, in alcuni soggetti la visione di buchi ravvicinati potrebbe rimandare a funghi velenosi e non commestibili, o ad animali pericolosi come alligatori e serpenti.

 

 

 

Ad oggi, non esistono trattamenti specifici per la tripofobia. Ma secondo gli esperti, per superare la paura dei buchi potrebbe essere efficace abituarsi gradualmente alle immagini che più scatenano i sintomi.

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