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SALUTE 16 APRILE 2021

Trombosi, cos’è e come prevenirla

A seguito della diffusione dei vaccini per contrastare la pandemia da SarsCov 2, i media hanno cominciato a trattare sempre più dettagliatamente l’argomento “trombosi”: il 21 aprile 2021, l’Italia celebra la decima giornata nazionale dedicata alla lotta contro questa patologia, mentre il World Thrombosis Day cade ogni anno il 13 di ottobre dalla sua istituzione nel 2014.

 

 

La trombosi è una malattia cardiovascolare per la quale la formazione di coaguli di sangue finisce per otturare vene e arterie, bloccando la normale circolazione: nei casi più seri, questa condizione può portare ad embolia polmonare, ictus e infarto.
ALT Onlus, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari, si adopera per sensibilizzare la popolazione, ricordando che neanche i più giovani possono ritenersi esenti da rischi: la presidente Lidia Rota Vender specifica che sono circa 600mila gli italiani colpiti ogni anno da patologie correlate con lo sviluppo di trombi, – il doppio di coloro che si ammalano di tumore -, e una percentuale ancora molto alta subisce esiti addirittura fatali.
Nonostante la maggior frequenza dopo i 65 anni, possono essere riscontrate anche in bambini e neonati: fortunatamente, almeno un caso su tre può essere evitato grazie a prevenzione e corretto stile di vita e quando si interviene in tempo si può usufruire di cure efficaci e guarire completamente.
Vita sedentaria, fumo di sigaretta e stravizi a tavola contribuiscono ad aumentare il rischio di soffrire di questa patologia.

 

 

La conoscenza delle dinamiche della trombosi può letteralmente salvare la vita: se in una vena della gamba si forma un trombo, i minuscoli frammenti che da esso si distaccano possono raggiungere i polmoni, ostruendone le arterie e causando una trombo embolia polmonare, che procura difficoltà nel respirare, dolore acuto alla schiena, striature di sangue nel muco e perdita dei sensi. Se a bloccarsi sono le coronarie, invece, oltre a non riuscire a camminare normalmente per il dolore può insorgere anche un infarto, mentre un mal di testa tanto forte da essere insopportabile e che non si attenua con gli antidolorifici è un campanello d’allarme da non sottovalutare per nessun motivo.

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