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BUONO A SAPERSI 27 GIUGNO 2022

Truffa dello specchietto, come riconoscerla e difendersi

L’ultimo fatto di cronaca che interessa la truffa dello specchietto ci riporta sulle strade di Torvaianica, una frazione del comune di Pomezia, nel Lazio, dove i Carabinieri hanno fermato un giovane originario della provincia di Siracusa, per il reato di tentata truffa.

A sporgere la denuncia è stata una giovane del luogo, che, avendo riconosciuto nella dinamica del falso incidente una delle truffe più diffuse (come la truffa della gomma bucata), si è rivolta immediatamente alle forze dell’ordine, riuscendo a identificare il soggetto già noto alle autorità giudiziarie per avere commesso lo stesso reato nelle precedenti settimane. 

Come funziona la truffa dello specchietto

Ecco come agiscono i truffatori in questo caso. Il soggetto che vuole realizzare la truffa si posiziona con la propria autovettura lateralmente alla carreggiata, oppure, in corsa, si affianca all’automobile del malcapitato lanciando contro di essa un oggetto (una pallina di plastica o piccoli sassi), tale da creare un rumore simile all’urto. Una volta colpito il mezzo, il malfattore chiede all’automobilista di fermarsi per contestare il “falso danno” allo specchietto, già precedentemente rotto dallo stesso delinquente.

La scelta dello specchietto come oggetto della truffa, sta nel fatto che, essendo sporgente, può facilmente essere colpito dagli altri veicoli. Il truffatore, quindi, accusa il guidatore del danno subito con atteggiamento sicuro e autoritario, cercando di far credere alla sua vittima che il fatto sia accaduto realmente.

Per evitare le lungaggini della burocrazia legate alle assicurazioni e il danno che subirebbe il guidatore per l’aumento del premio della sua polizza, il truffatore farà in modo di farsi pagare in contanti, per chiudere il più velocemente possibile la questione.

Come evitare il raggiro

Per evitare la truffa dello specchietto occorre innanzitutto essere certi di non trovarsi mai nelle condizioni che possano facilitare i malviventi, ovvero: guidare troppo vicino alle auto parcheggiate oppure non mantenere la corretta distanza di sicurezza dagli altri veicoli in corsa.

I segnali a cui fare attenzione per capire se si sta per essere raggirati sono da vedere nell’atteggiamento della persona che ci ferma per avere pagati i danni e nella sua scelta di volere risolvere tutto al più presto senza altri intermediari, e soprattutto essere pagato in contanti.

Per far cedere il malvivente dal suo intento, occorre porsi con atteggiamento sicuro di chi non ha commesso nessun errore alla guida e si deve manifestare la propria decisa volontà di fare intervenire nella contestazione i Vigili. Ponendosi in questa posizione i truffatori preferiranno ritirarsi ed evitare possibili segnalazioni alle autorità, fallendo nel loro tentativo di truffa.

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