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BUONO A SAPERSI 05 MAGGIO 2022

Truffa dell’olio d’oliva, come difendersi

Sono frequenti le operazioni della Guardia di Finanza che sventano truffe che si basano sull’olio d’oliva contraffatto. Come è semplice intuire, le motivazioni che portano a produrre e commercializzare olio contraffatto sono di natura economica, in quanto le frodi su questo prodotto sono tra le più remunerative in ambito gastronomico. L’olio extravergine italiano, in particolare, è colpito da questo forma di truffa, che può avere diverse tipologie di applicazione. Ecco allora che diventa importante avere gli strumenti per saperlo riconoscere e capire come difendersi.

Secondo i rapporti UE di controllo sulle frodi alimentari, l’olio di oliva rientra fra le merci più colpite da questo fenomeno. Le truffe più frequenti sono due e riguardano la miscelazione e la sostituzione. La prima riguarda la miscelazione con altri oli vegetali meno pregiati, come gli oli di semi raffinati, dove spesso si aggiungono coloranti per migliorare l’aspetto. La seconda riguarda la sostituzione con oli vegetali o con oli di oliva di categoria merceologica inferiore.

Come fare a scoprire le truffe dell’olio d’oliva

Individuare le frodi dell’olio d’oliva è molto complesso, perché richiede diverse verifiche tecniche e una prova sensoriale. Per avere la certezza di avere a che fare con un olio extravergine contraffatto, infatti, bisogna ricorrere a test di laboratorio. Gli organi ispettivi competenti analizzeranno l’acidità, il numero di perossidi, la spettrofotometria all’ultravioletto e la composizione degli acidi grassi. L’analisi sensoriale realizzata da assaggiatori debitamente formati, inoltre, potrà verificare la presenza e l’entità dei difetti principali associati agli oli. Il consumatore invece, deve affidarsi all’etichettatura, strumento fondamentale per riconoscere eventuali truffe. Dovranno essere presenti per legge, ad esempio, la denominazione di vendita, l’origine, il lotto, i valori nutrizionali e la sede dello stabilimento di confezionamento.

Come vengono classificate le truffe dell’olio d’oliva

Le truffe dell’olio d’oliva vengono suddivise in sanitarie e commerciali. Le truffe sanitarie interessano la qualità intrinseca dell’olio d’oliva, e si possono suddividere in tre tipologie. Adulterazione: quando senza che sia dichiarato viene modificata la composizione di un alimento, in genere usando sostanze di qualità inferiore. Alterazione: se le modifiche della composizione sono da attribuire a processi degenerativi dovuti a una conservazione sbagliata o troppo prolungata. Sofisticazioni: quando le modifiche dipendono dall’aggiunta di sostanze estranee per migliorare l’aspetto del prodotto.

Le truffe commerciali dell’olio d’oliva si possono suddividere in due tipologie. Contraffazioni: è l’attribuzione fraudolenta di denominazioni di origine controllata su merci prive dei requisiti. Falsificazioni: quando un prodotto viene sostituito da un altro meno pregiato, come ad esempio la vendita di olio di semi spacciato per olio d’oliva.

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