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CURIOSITÀ 15 LUGLIO 2022

Un altro "mondo" al centro della Terra: ecco cosa potrebbe nascondere

Un recente studio pubblicato su “Science Advances” sembra destinato a sconvolgere diverse certezze in ambito geologico: alcuni antichissimi continenti emersi potrebbero attualmente trovarsi sul fondale marino.

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Antiche città sul fondo dell’oceano, per la scienza è possibile: ecco perché

Secondo gli esperti ci sono buone probabilità che questi continenti fossero un tempo abitati. Ulteriori ricerche in questa direzione potrebbero quindi gettare nuova luce non solo sui meccanismi geologici, ma anche sulla storia della vita – umana, animale e vegetale – sul pianeta Terra.

I ricercatori sono giunti a questo conclusioni “quasi” casualmente, dopo aver osservato i movimenti del magma che regolarmente fuoriesce dai fondali oceanici, che stavano in realtà monitorando per ricerche scientifiche di altro genere, volte principalmente a dimostrare il ruolo di primaria importanza delle rocce per la flora e la fauna oceanica.

Sul fondo marino dell’India Sudoccidentale è stata però registrata la presenza di alcune rocce che sembrerebbero essere i resti di antichi continenti. I campioni di roccia raccolti dal fondale oceanico sono infatti risultati essere molto più vecchi di quanto ci si aspettasse. Ma il dato ancor più significativo è che sembrerebbero essere formati da materiale “di superficie”, ovvero di origine prettamente terrestre. La ricerca è firmata da diversi noti scienziati, tra cui il geologo marino Chuan-Zhou Liu e il geofisico Ross Mitchell.

La scoperta di Chuan-Zhou Liu e Ross Mitchell

I due scienziati, presa coscienza della scoperta, hanno iniziato a supporre la possibile esistenza di antiche città e Paesi “scomparsi” sul fondo del mare. Tuttavia, almeno per il momento, si tratta solo di un’affascinante ipotesi, plausibile – o meglio, altamente probabile – dopo i rilevamenti di Liu e Mitchell, ma ancora tutta da dimostrare in termini empirici.

Le rocce analizzate, pur confermando che antichi territori emersi potrebbero essere ora sommersi, non ci permettono di ottenere informazioni più dettagliate, soprattutto in merito alla collocazione originaria degli stessi e quindi ad un’eventuale idoneità alla vita degli esseri umani.

In ogni caso i due scienziati si dicono certi che ci sia molto più di quanto ci si possa aspettare nelle profondità oceaniche, soprattutto nell’area dell’Oceano Indiano, ma saranno necessari diversi anni di studi – nonché tecnologie più avanzate – per avere delle certezze.

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