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NEWS 15 MAGGIO 2017

Una mostra a Prato racconta il Settecento attraverso i tessuti

Milano (askanews) - Dalle ricche ed elaborate fantasie floreali di inizio secolo alle linee piu' semplici, delicate e quasi geometriche della fine, passando per spunti d'avanguardia come l'animalier: e' un racconto inedito del Settecento attraverso i suoi oggetti, in particolare i tessuti, la mostra 'Il Capriccio e la Ragione.

Eleganze del Settecento europeo' al Museo del Tessuto di Prato.

Daniela Degl'Innocenti e' la curatrice: 'La mostra vuole raccontare come questo secolo abbia portato grandi innovazioni da un punto di vista sia manifatturiero, perche' ha portato alle soglie della modernita', delle idee ma soprattutto del disegno, che viene divulgato in vari stili, dalla chinoiserie che viene dagli oggetti portati dalla Compagnia delle Indie, fino allo stile neoclassico, fondato sulla riscoperta delle antiche rovine' ha spiegato la curatrice Daniela Degl'Innocenti, conservatrice del Museo.

Scene allegoriche tratte dagli affreschi del Tiepolo sono proiettate sulle volte a crociera della sala evocando i soffitti affrescati, le superfici a specchio delle pareti ampliano l'ambiente con un gioco di effetti.

I tessuti dialogano con capi d'abbigliamento femminili e maschili, porcellane, oggetti d'arredo, dipinti e incisioni, per costruire attraverso oltre 100 oggetti un percorso anche storico e filosofico, in un periodo in cui gli abiti avevano un'importante funzione sociale.

'Strutture della prima meta' del secolo costituite da grande abbondanza di tessuto prezioso, a doppio paniere, verso la fine del secolo si vanno ad alleggerire in forme piu' sciolte e comode per arrivare a un ideale anche femminile diverso da quello ricercato nella prima meta' del secolo.

Una donna musa, ispiratrice e leggiadra che ha anche una sua indipendenza intellettuale.

Le donne a fine Settecento hanno un piglio che poi si perdera' con l'epoca romantica'.

La mostra, aperta fino al 29 aprile 2018, e' allestita nella sala dei tessili antichi del Museo, uno spazio di circa 400 metri quadri che e' la parte piu' antica dell'ex opificio Campolmi, esempio di archeologia industriale tessile di 8.500 metri quadri recuperata dal Comune di Prato per trasformarla in polo culturale.

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