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NOTIZIE 19 DICEMBRE 2019

Una vita assieme alla sclerosi multipla nel romanzo di Mogliotti

Roma (askanews) - C'è tanto coraggio, positività, voglia di vivere nel libro "L'inquilina dell'attico", il primo romanzo autobiografico di Gianfranco Mogliotti, giornalista e comunicatore di Asti, 48 anni, che da 20 convive con una patologia degenerativa.

"L'inquilina dell'attico" racconta la storia di Giovanni, un ragazzo di provincia con una vita come tante, con amici, fidanzata, università, progetti per il futuro. Ma un giorno quell'esistenza è scossa dall'arrivo di un ospite inatteso nei piani alti del suo corpo.

Gianfranco Mogliotti. "L'inquilina dell'attico è una terribile malattia che alberga nella parte superiore del nostro corpo, l'encefalo, e l'inquilina dell'attico è la sclerosi multipla, una malattia che colpisce 108.000 persone in Italia e che quindi interessa almeno mezzo milione di persone che sono le persone, familiari e amici, che vivono vicino a chi è colpito da questa patologia".

Con un linguaggio spontaneo e scorrevole Gianfranco racconta la sua vera storia, affidata al suo alter ego Giovanni.

"In questo romanzo ho raccontato un'autobiografia romanzata dei miei vent'anni di vita con questa patologia. Questa patologia raccontata in un modo positivo, una vita normale di un ventenne con gli amici con tutte le sue ambizioni, i suoi sogni che improvvisamente vede la sua strada impennarsi, andare su tra mille difficoltà perché gli viene diagnosticata un giorno questa terribile patologia".

Dal giorno in cui l'inquilina si installa nel suo corpo, Giovanni vive con forza e passione ogni suo giorno, scompigliando i piani della malattia e sfidandola ogni volta con nuove ambizioni e strategie.

"Il messaggio che vorrei trasmettere con questo libro è innanzitutto un messaggio positivo perché tantissime persone che hanno questa patologia quando vedono uscire un libro dove si parla di sclerosi multipla corrono a comprarlo così come ho fatto io, ma il più delle volte si trovano dei messaggi negativi di persone che purtroppo non sono riuscite ad accogliere in modo positivo, in modo vincente questa chiamiamola disgrazia. In ogni caso mi sono sforzato di provare a venderla in modo positivo per dare impulso a persone che magari sono in difficoltà, che attraversano periodi difficili come quelli che ho attraversato e che attraverso tutt'ora io che ce la si può fare, che c'è la ricetta per non perdersi d'animo, per non sentirsi soli".

Una malattia che ha permesso a Gianfranco di scopire dei lati nascosti del suo carattere che non pensava di avere.

"Mi ha fatto scoprire che abbiamo delle risorse enormi, dobbiamo solo imparare a guardarci bene in fondo: è un percorso difficilissimo, una sorta di immersione così come quando si va sott'acqua e si incontrano e si vedono delle cose che uno non avrebbe mai pensato di vedere. E' faticosissimo scendere e ancora più faticoso risalire, però l'importante è scendere, l'importante è lanciarsi e mettersi alla prova e fare cose che ci portano là dove non ci saremmo mai spinti di osare".

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