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NOTIZIE 16 OTTOBRE 2020

Usa, duello tv a distanza: Trump e Biden schivano domande chiave

Roma, 16 ott. (askanews) - Nel secondo dibattito tv tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo sfidante democratico Joe Biden, questa volta a distanza, entrambi hanno schivato le domande chiave poste dagli elettori e secondo i media americani sono rimasti, a tratti, sulla difensiva. I sondaggi indicano ancora un solido vantaggio di Biden su Trump. Tuttavia, sono molto ravvicinati in diversi stati chiave che potrebbero decidere le elezioni del 3 novembre.

I "town hall" del 15 ottobre, come sono conosciuti negli Stati Uniti i duelli a distanza in tv in cui si risponde alle domande degli elettori, hanno sostituito un secondo dibattito a cui Trump aveva rifiutato di partecipare dopo la diagnosi di Covid-19, malattia da cui ora sembra completamente guarito.

Durante l'evento in prima serata sulla NBC, al presidente è stato chiesto della teoria complottista di QAnon, i cui aderenti reputano che Trump stia combattendo una rete clandestina di elite, che coinvolge complotti satanici e traffico di bambini. La moderatrice gli ha chiesto se prendesse le distanze dal gruppo, e lui ha risposto di non "saperne nulla". Il tycoon ha invece puntato il dito contro gli attivisti di estrema sinistra accusati per i disordini civili nelle città americane durante le proteste per l'equità razziale. E per la prima volta ha detto che accetterebbe un trasferimento pacifico del potere se perdesse le elezioni del mese prossimo, anche se ha espresso timori sulla sicurezza e correttezza del voto.

Trump ha poi dribblato altre domande sull'assistenza sanitaria, dicendo solo che ci sarà un sistema sanitario migliore e molto meno costoso dell'Obamacare e quando gli è stato chiesto se si fosse sottoposto a un test sul coronavirus il giorno del suo ultimo dibattito con Biden, ha risposto in modo enigmatico: "Forse l'ho fatto, forse no". La moderatrice ha contestato molte delle sue dichiarazioni. Ma il presidente è apparso più reattivo e brillante rispetto al primo dibattito; non c'è dubbio però - dicono gli esperti - che abbia giocato ancora una volta in difesa.

Diverso il comportamento di Biden. Il moderatore del dibattito sulla ABC ha permesso all'ex vicepresidente di fornire risposte lunghe, a volte tortuose. Il candidato democratico ha esitato quando gli è stato chiesto se sostenesse il court packing, ovvero l'aggiunta di seggi alla Corte Suprema oltre ai tradizionali nove, con la nomina di giudici per modificare il peso dei conservatori nella Corte che esce dall'era Trump. Biden come già in passato si è rifiutato di esprimersi. Poi, ha glissato quando gli è stato chiesto se il suo contributo alla stesura del crime bill, un atto del Congresso che si occupa di criminalità e applicazione della legge entrato in vigore nel 1994, fosse stato un errore. Il movimento Black Lives Matter lo mette sul banco degli imputati per la carcerazione di massa di afroamericani.

E alla domanda: se renderebbe obbligatorio un futuro vaccino contro il Covid, ha detto: "Dipende dallo stato della natura del vaccino, quando esce, come è distribuito". Un altro dibattito fissato per il 22 ottobre è ancora in programma, anche se non è chiaro in quale formato. Il primo dibattito del mese scorso era sfociato in insulti tra i due candidati.

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