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CURIOSITÀ 07 SETTEMBRE 2020

Varesotto misterioso, i luoghi da brivido

Scopriamo insieme, fra leggende e suicidi, la Varese che non t’aspetti.

 

 

Cominciamo il nostro tour dal Monastero di Cairate.
Qui, secondo il mito, si aggirerebbe (immutata nei secoli e seducente) Manigunda, la regina longobarda che nel 737 fondò il complesso, dopo essere guarita da una malattia, bevendo l’acqua della vicina fonte di Bergoro.
La leggenda che la riguarda è nata a seguito del ritrovamento, nel ‘500, di un sarcofago contenente il corpo di una donna elegantemente vestita.
In molti, comunque, assicurano d’aver sentito pianti e lamenti fra le imponenti mura dell’edificio. Spostiamoci ora sulle cime di Varese, al Grand Hotel Campo dei Fiori: un edificio di inizio ‘900, considerato capolavoro del liberty italiano; un luogo tanto affascinante quanto inquietante, non a caso scelto nel 2018 dal regista Luca Guadagnino per il suo remake di “Suspiria”, cult horror di Dario Argento del 1977.

 

 

C’è, poi, chi giura d’aver percepito strane presenze anche a Villa Borghi, a Biandronno. La vicenda originaria ci riporta ai primi anni dell’800 ed ha per protagonisti l’industriale cotoniere Luigi Borghi e sua moglie, l’inglese Margaret Doyle. La donna, fedifraga, si suicidò gettandosi nelle acque del lago; Luigi, mosso dal dolore, si tolse la vita con un colpo di pistola alla gola.
Si dice che l’anima tormentata dell’uomo, tutte le notti, appaia alla finestra della villa, con lo sguardo rivolto verso il lago, mentre quella di Margaret aleggi sull’acqua, triste, sola e condannata alla dannazione.

 

 

L’ultima tappa di questo viaggio macabro ci conduce a Gavirate, alla “casina rosa” dove visse e morì lo scrittore Guido Morselli, suicidatosi il 31 luglio 1973 dopo che un suo manoscritto fu rifiutato per l’ennesima volta dagli editori.
In quelle stanze, secondo alcuni, vivrebbe tuttora il suo fantasma.

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