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Venticinque anni fa la strage di Capaci: Palermo ricorda Falcone

23 MAGGIO 2017

Palermo (askanews) - Palermo, come il resto d'Italia, celebra il 25esimo anniversario della strage di Capaci in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Nel capoluogo siciliano, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono arrivati oltre mille studenti provenienti da tutta Italia a bordo della Nave della legalita'.

Parole d'ordine della giornata: non dimenticare, non abbassare la guardia contro la criminalita', come ha sottolineato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

'Memoria e' vita.

Siamo qui per fare memoria, e confermare una cultura di vita alternativa alla cultura di morte di una mafia che nei decenni passati governava Palermo avendo il volto di sindaci mafiosi o amici dei boss.

Quella Palermo non e' piu' quella governata dalla mafia.

Oggi la mafia non governa piu' la citta' ma esiste ancora, spara, e c'e' il rischio che qualcuno pensi che possa tornare a governare la citta' da Palazzo delle Aquile'.

Sulla stessa linea la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi che ha ribadito che la mafia non e' morta, ma non e' piu' la stessa.

E per combatterla bisogna incominciare a precederla come ci hanno insegnato Falcone e Borsellino.

'La mafia delle stragi era una mafia molto pericolosa, e la reazione che c'e' stata ha dimostrato che quando lo Stato vuole la puo' sconfiggere.

Non dobbiamo sottovalutare pero' quella di oggi.

Oggi continua ad avere controllo del territorio, continua a trafficare in droga, e soprattutto non va sottovalutato che continua fare affari e sta inquinando l'economia legale del nostro Paese e dell'Europa.

Per questo insieme a noi dovrebbero imparare a non sottovalutarla anche loro'.

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