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Washington, il senatore Sessions al Senato: non sono razzista

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11 GENNAIO 2017

Washington (askanews) - L'ormai prossima amministrazione Trump ha affrontato il primo, impegnativo, test al Senato degli Stati Uniti con l'audizione del senatore Jeff Sessions in vista della sua conferma come ministro della Giustizia.

Prima dell'inizio, al momento dell'ingresso di Sessions in aula, un gruppo di persone ha protestato inalberando cartelli contro la xenofobia e il razzismo.

I democratici per dimostrare l'inadeguatezza del candidato hanno infatti puntato soprattutto sul suo passato, tinto di sfumature di razzismo che il senatore ha pero' decisamente respinto.

'Sono stato accusato nel 1996 di non aver protetto il diritto di voto degli afroamericani in un caso di broglio elettorale e di avere preso di mira i sostenitori e le organizzazioni schierati a difesa dei diritti civili per tutti e persino di aver nutrito sconcertanti simpatie per il Ku Klux Klan.

Sono tutte accuse totalmente false', ha dichiarato Sessions.

Il senatore si e' poi impegnato a rendere il ministero di Giustizia una forza in grado di migliorare le relazioni tra la polizia e le diverse comunita' e ha dichiarato che non intende venire mai meno al dovere di proteggere i diritti civili di ogni americano, in particolare quelli dei piu' deboli.

Durante l'audizione commissione Giustizia del Senato Sessions ha poi dichiarato che non sosterra' una legge che vieti ai musulmani di entrare negli Stati Uniti: 'Non sono favorevole e non appoggio l'idea che ai musulmani sulla base del loro credo religioso venga negata il diritto a entrare negli Stati Uniti.

Tra noi ci sono grandi cittadini musulmani che contribuiscono in molti modi diversi al benessere dell'America'.

Tra le proposte sostenute da Donald Trump in campagna elettorale c'era stata anche quella di proibire provvisoriamente ai musulmani l'ingresso negli Stati Uniti per ragioni di sicurezza nazionale.

A proposito di eventuali indagini su Hillary Clinton, che potrebbero essere aperte in relazione ai presunti abusi collegati alla fondazione di famiglia e all'uso di un server privato di posta elettronica quando era segretario di Stato, Sessions ha dichiarato che in quel caso sarebbe pronto a fare un passo indietro in quanto i suoi commenti molto duri in campagna elettorale sulla Clinton potrebbero mettere in dubbio la sua imparzialita'.

Trump aveva piu' volte minacciato l'apertura di nuove e piu' approfondite indagini sull'ex rivale alle presidenziali prima di mettere la sordina anche a quella sparata elettorale.

'Come molta altra gente, in campagna elettorale anch'io ho fatto diversi commenti sulle questioni riguardanti il segretario di Stato Clinton' ha detto il senatore, 'e alcuni di questi, a mio avviso, potrebbero mettere in discussione la mia obbiettivita' sulla vicenda.

Ci ho pensato su e ritengo che la cosa migliore da fare sarebbe quella di ricusarmi, nel senso di non intromettermi in qualsiasi situazione che coinvolga indagini sul segretario di Stato Clinton relative ai problemi sorti nel corso della campagna elettorale'.

Sessions ha infine assicurato che, da ministro alla Giustizia, rispettera' le sentenze della Corte Suprema a sostegno dell'aborto e dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

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