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Yemen, sauditi accusano l'Iran dopo lancio di un missile su Ryad

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06 NOVEMBRE 2017

Aden (askanews) - La coalizione militare araba a guida saudita intervenuta nella guerra civile in Yemen a fianco del governo messo in ginocchio dalla rivolta dei ribelli sciiti huthi ha deciso la chiusura di tutte le frontiere aeree, marittime e terrestri dello Yemen accusando la Repubblica islamica dell'Iran di essere all'origine di un missile scagliato su Riyad, capitale dell'Arabia Saudita.

"Dopo l'intercettazione del missile, alcuni frammenti sono caduti sulla parte orientale dell'aeroporto King Khalid, fortunamente senza coinvolgere il traffico aereo da e verso lo scalo" ha dichiarato il colonnello Turki Al Maliki, portavoce della coalizione militare araba. "Si tratta di una grave escalation da parte dei gruppi armati huthi che non sarebbero mai potuto giungere a questi livelli se non godessero dell'aiuto da parte di un paese della regione, il regime iraniano, che sostiene i ribelli con la fornitura di missili balistici".

Il 4 novembre scorso un missile era stato intercettato e distrutto dall'aviazione saudita nei pressi dell'aeroporto internazionale King Khalid di Riyad e i ribelli huthi avevano rivendicato l'operazione contro lo scalo internazionale.

Il fronte yemenita, nel frattempo, è sconvolto anche dall'irruzione sulla scena dell'Isis che si è ormai inserito nel conflitto tra la coalizione a guida saudita e i ribelli huthi.

È salito a 35 morti, 29 poliziotti e sei civili, il bilancio del duplice attentato del 5 novembre contro alcuni edifici governativi ad Aden, nello Yemen meridionale, e della successiva presa di ostaggi che si è conclusa dopo ore di feroci scontri. L'attacco è stato rivendicato dall'Isis.

L'obiettivo dei guerriglieri islamisti era il quartier generale della brigata criminale di Aden, la città che ospita il governo riconosciuto a livello internazionale, assaltato con due attacchi suicidi quasi contemporanei dai miliziani di al Baghdadi che sono poi riusciti a entrare nell'edificio, ad appiccare un incendio e a prendere un numero indeterminato di ostaggi, tra i quali due agenti successivamente crivellati di proiettili. Le forze di sicurezza yemenite hanno tentato tre volte di riprendere il controllo dell'unità, ma in ogni occasione un attentatore si è fatto saltare in aria. Alla fine, tra le macerie degli edifici, sono stati trovati anche i corpi di tre assalitori.

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