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VIRGILIO BAMBINI 15 NOVEMBRE 2019

Perché i puffi sono blu?

Perché i puffi sono blu? Vedere nel bosco un’amanita muscaria, il fungo con il cappello rosso a puntini bianchi, ci fa subito pensare ai Puffi, i simpatici personaggi dei cartoni animati, nati dalla fantasia dell’illustratore belga Peyo. Ma perché i puffi sono blu? Questi gnomi alti “due mele o poco più” nacquero come fumetti nel lontano 1958 in Belgio, con il nome di “Schtroumpfs”, venuto fuori per caso dopo una conversazione surreale in cui il loro creatore, che all’anagrafe si chiamava Pierre Culliford ed era nato da genitori inglesi, aveva chiesto ad un amico di passargli il salino mentre erano a tavola: siccome però aveva momentaneamente dimenticato la parola che definiva il porta sale, disse “passami lo… Schtroumpfs”, che è un po’ come dire in italiano “passami quel coso”. Quando Peyo inserì i nuovi piccoli personaggi in una puntata della serie “John e Solfami”, si ricordò di quella serata e decise di chiamarli proprio “Schtroumpfs”. Fu però sua moglie Janine, detta Nine, che si occupava di colorare le tavole dei fumetti del marito, che decise di farli blu: in un’intervista, raccontò che aveva scelto quella tonalità, perché se fossero stati verdi, si sarebbero confusi con le foglie, gialli sarebbero sembrati ammalati, rosa avrebbero avuto un aspetto imbarazzato e rossi sarebbero apparsi perennemente arrabbiati. Una curiosità: il loro nome originale in italiano era “Strunfi”, ma siccome non suonava bene, quando apparvero sul Corriere dei Piccoli nel 1964, vennero chiamati Puffi, come derivazione dalla parola “buffo”. Oggi hai imparato perché i puffi sono blu!

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