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CONSIGLI 11 GENNAIO 2021

Smart working, l'incredibile risultato della ricerca

Secondo uno studio, lo smart working danneggia la salute mentale. Ecco la ricerca che mostra gli effetti collaterali per chi lavora in pigiama.

 

 

 

I datori di lavoro possono tirare un sospiro di sollievo: lo smart working non produce effetti dannosi sulla produttività; al contrario, può compromettere la salute mentale, soprattutto quando si lavora in pigiama.
Una ricerca condotta in pieno lockdown dal Medical Research di Sydney ha lanciato un allarme sull’impatto del lavoro da casa. Il COVID-19 lo ha incentivato al fine di contenere i contagi e di limitare, in seconda battuta, le ripercussioni sull’economia. Molti studi sono stati condotti per capire se questo avrebbe in qualche modo rallentato la resa produttiva. A rispondere, ora, è la ricerca australiana: in linea generale, la produttività non viene intaccata; ad aver la peggio, però, può essere la salute mentale, in particolar modo quando si lavora in pigiama.

 

 

L’esperimento è stato condotto tramite questionari, distribuiti ai lavoratori spinti a lavorare presso la loro abitazione, dimostrando che non togliere il pigiama dopo la notte può destabilizzare, e non poco. Ebbene sì: il 59% dei soggetti coinvolti ha mostrato segni di squilibrio di varia natura, contro il 29% di chi ha preferito vestirsi e profumarsi prima di cominciare la giornata da remoto.
I risultati, chiosano gli scienziati australiani, possono essere applicati anche agli altri Paesi, aiutando in questo senso a migliorare la politica dello smart working. In che modo? Semplicemente mettendo il pigiama sotto al cuscino prima di accendere il pc!

 

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